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La confessione di Gunter Grass




Il Premio Nobel Gunter Grass, simbolo della Germania unita, premio Nobel per la letteratura nel 1999, con una sua confessione clamorosa nell’intervista shock che esce oggi sulla Frankfurter Allgemeine, scuote l’opinione pubblica di mezzo mondo: “mi arruolai volontario nelle SS”. E nelle sue memorie (Beim Haeuten der Zwiebel, sbucciando la cipolla) narra la sua gioventù sotto il nazismo, perché “era la mia urgenza personale che mi ha spinto a parlarne”. Si legge: “C’era un ragazzo cattolico timido e impacciato ma simpatico, si chiamava Joseph Ratzinger. Vivevamo tutti insieme in tende, e quando pioveva ci si riparava nelle buche. Io e lui davamo la caccia ai barattoli usati per giocare a dati. Era timido ma simpatico e intelligente. Ricordo le nostre confessioni nel campo, lui voleva diventare religioso, io intellettuale. Oggi io sono scrittore, lui è Papa”. Nell’intervista, dopo un silenzio lungo sessant’anni, dopo la stesura de “Il tamburo di latta” prima grande opera letteraria sul dramma del nazismo, dopo lo schieramento a sinistra, confessa: “Il mio silenzio per tutti questi anni è uno dei motivi per cui ho scritto questo libro di memorie. Doveva venir fuori, alla fine”. Nelle biografie del Nobel tedesco, finora, si leggeva soltanto ch’egli fu arruolato a forza nel 1944 come “Flakhelfer”, cioè ausiliario della contraerea, e che in tale veste prestò servizio militare coatto. Una cosa era essere arruolati a forza, altro presentarsi volontari: “Oramai celebriamo tanti eroi della resistenza tedesca che non si capisce come mai Hitler arrivò al potere. Invece il nazismo fu accolto da consenso ed entusiasmo”. Tanto che egli ammette che avrebbe voluto imbarcarsi negli U-Boot, ma la flotta nazista era stata spazzata via dai contrattacchi anglo-americani; così fu assegnato alle SS. “Per me l’arruolamento fu il primo motivo per uscire dal ristretto ambiente della famiglia. Volevo farla finita con quella vita, per questo mi arruolai volontario”. E alla domanda del giornalista, se prova un senso di colpa per questo, egli risponde: “Se lo provai allora? No. Più tardi, quel senso di colpa ha pesato sul mio animo come una vergogna. È sempre stato accompagnato dalla domanda: allora, Gunter, non avresti potuto capire cosa stava accadendo?”
E noi, invece, ci chiediamo: gli avrebbero comunque assegnato il Nobel se non si fosse schierato a sinistra e avesse confessato prima il suo reale passato?

1 commento:

giulietta ha detto...

ciaooO!!!
sn riuscita a passare nel tuo blog hai visto? Nn sapevo fossi uno scrittore..complimenti!! Mi piacciono molto i libri, ne vado pazza..Il mio sogno da piccolo era quello di diventare una scrittrice, ma crescendo ho capito ke non era quello il mio vero sogno..vabbè un bacio
giulia